SCORDATO I DATI DI ACCESSO?

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Abrogata la scheda che accompagnava la merce


Dal 1° gennaio 2015 sarà abolita la scheda di trasporto che dal 19 luglio 2009 deve essere compilata dal committente del trasporto per conto terzi e deve accompagnare la merce trasportata a bordo del veicolo.
La semplificazione è contenuta nella legge di stabilità 2015, approvata definitivamente dal Senato, con la quale è stato eliminato anche l’obbligo, nei casi di contratti di trasporto non scritti, di indicare nella fattura del vettore il costo del carburante sostenuto per il trasporto.
Dal 19 luglio 2009 e sino a ora, il committente deve emettere la scheda di trasporto, la quale deve accompagnare la merce (articolo 7-bis del Dlgs 286/2005). Questo documento deve essere compilato e sottoscritto dal committente prima del trasporto e deve essere conservato “a bordo del veicolo adibito a tale attività, a cura del vettore”.
La scheda di trasporto riguarda solo l’attività di “autotrasporto di merci per conto di terzi in ambito nazionale”, quindi, chi trasporta la propria merce non la deve compilare.
I dati obbligatori della scheda di trasporto sono quelli contenuti nel modello allegato al decreto 30 giugno 2009.
Per non dover compilare la scheda di trasporto, comunque, era possibile aggiungere ai dati obbligatori del Ddt (che deve accompagnare la merce) le nuove informazioni richieste:
-          Denominazione, l’indirizzo e la sede (riferimenti telefonici o mail) e partita Iva del proprietario della merce, del committente del trasporto e del caricatore;
-          Numero di iscrizione all’Albo del vettore;
-          Luoghi di carico e di scarico della merce;
-          Sottoscrizione del committente;
-          Eventuali informazioni richieste nei seguenti campi della scheda di trasporto: eventuali dichiarazioni, eventuali istruzioni, osservazioni varie.
Dal 1° gennaio 2015, quindi, questi dati non dovranno più essere obbligatoriamente indicati nei Ddt.
Dal 2008, per evitare la riduzione dei prezzi delle prestazioni di trasporto, da parte dei vettori, comporti una riduzione della sicurezza stradale, si è cercato di stimolare la pattuizione di prezzi non troppo bassi per i trasporti, introducendo una specifica disciplina, che oltre ad incentivare i contratti scritti tra vettore e commitente (non obbligatori per i trasporti), obbliga ad indicare in fattura ilo costo del carburante sostenuto nei casi di contratti non scritti (articolo 83-bis, decreto legge 25 giugno 2008, n.112).
In particolare, se il contratto non è stipulato in forma scritta, la fattura emessa dal vettore deve evidenziare, “ai soli fini civilistici e amministrativi”, il “costo del carburante sostenuto dal vettore per l’esecuzione delle prestazioni contrattuali”. Tutti adempimenti che sono stati eliminati dalla legge di stabilità 2015.
(Fonte : Il Sole 24 Ore,  Mercoledi' 24 dicembre 2014 - N.353)


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